Category: News

ODR litiges en ligne

L’Union européenne a créé un site pour aider les consommateurs lésés. Vous pouvez l’utiliser pour introduire une plainte concernant des biens ou services que vous avez achetés par internet et trouver une tierce partie neutre (un «organisme de règlement des litiges») qui traitera le litige.

https://webgate.ec.europa.eu/odr/main/?event=main.about.show&reload=false

Shared Physical Custody

Os pais separados podem partilhar a guarda dos filhos comuns de idades entre 4 e 10 anos, desde que confiem um no outro e não subsista conflito entre eles. Nas situações de instabilidade, os filhos devem ficar à guarda do progenitor com quem tenham melhor relacionamento afetivo e emocional. Na prática, a atribuição da guarda partilhada depende de acordo expresso de ambos os pais.

Este entendimento tem sido seguido pela jurisprudência portuguesa, como se pode constatar pelos Acórdãos do Tribunal da Relação de Lisboa de 14/02/2015 e 17/12/2015, como também pelo recente acórdão do Tribunal da Relação do Porto de 28/06/2016: http://www.dgsi.pt/jtrp.nsf/56a6e7121657f91e80257cda00381fdf/a4a6556cb1c8c72680257fef0047a477?OpenDocument

 

Stealing food if you are poor and hungry is not a crime, Italy’s highest court rules

Roman Ostriakov, un ucraino senza fissa dimora, fu sorpreso nel 2011 a rubare in un supermercato di Genova due pezzi di formaggio e una confezione di würstel (4,07 euro). Per il furto è stato condannato in primo grado a sei mesi di reclusione con la condizionale e a pagare una multa di 100 euro. Sentenza confermata in Appello. Ieri la Corte di cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza di condanna «perché il fatto non costituisce reato». Per la Suprema Corte «non è punibile chi, spinto dal bisogno, ruba piccole quantità di cibo per far fronte alla imprescindibile esigenza di alimentarsi». A fare ricorso era stato il procuratore generale della Corte di appello di Genova che chiedeva uno sconto di pena con la derubricazione del reato da furto lieve in tentato furto.

La sua storia la racconta Goffredo Buccini sul Corriere: i giudici il 12 febbraio 2015 gli danno sei mesi di reclusione e cento euro di multa. Ma la pubblica accusa, ovvero il procuratore generale Antonio Lucisano, si rivolge alla Cassazione affinché la pena sia alleviata: non è stato un furto ma un tentato furto visto che l’uomo è stato bloccato prima che uscisse dal supermarket:

Maurizio Fumo, presidente della quinta penale, e Francesca Morelli, consigliere relatore, vanno ben oltre questa richiesta e annullano senza rinvio la condanna: «La condizione dell’imputato e le circostanze in cui è avvenuto l’impossessamento della merce dimostrano che egli si impossessò di quel poco cibo per far fronte a un’immediata e imprenscindibile esigenza di alimentarsi, agendo quindi in stato di necessità». Sentenza definitiva, storia chiusa. Dunque non siamo più di fronte ai carabinieri buoni che pagano di tasca loro lo scontrino del ladro affamato, sia esso un pensionato indigente o uno straniero disperato. E siamo anche oltre la sentenza che a Frosinone, due anni fa, mandò assolta una mamma che aveva rubato dieci euro di pollo per i suoi bambini: diverso, qui, è il li vello del giudizio.

Come nel dopoguerra neorealista, come in tutti i periodi bui, si torna ad arraffare ciò che si può, per tirare avanti. Confcommercio segnala il 20 per cento in più di furti per fame, le statistiche ci dicono che ogni giorno contiamo 615 nuovi poveri. Poiché il diritto non è altro che la scatola dove trova forma il nostro vivere assieme, era impensabile che la giurisprudenza non prendesse atto della realtà. E si plachi la stupida canea di chi accuserà di buonismo questa sentenza. Ogni anno, ciascuno di noi fortunati spreca 42 chili di cibo: per disattenzione, sazietà, noia. Se a qualcuno, prima di aprire la pattumiera, salterà in testa che esistono anche le vite degli altri, la vita di Roman sarà stata preziosa.

Per i giudici della Corte Suprema «la condizione dell’imputato e le circostanze» in cui è avvenuto il furto «dimostrano che egli si impossessò di quel poco cibo per far fronte ad una immediata e imprescindibile esigenza di alimentarsi, agendo quindi in stato di necessità». E fin qui la decisione della Quinta sezione penale di Cassazione, presieduta da Maurizio Fumo, non sarebbe innovativa, poiché non è la prima volte che per giudicare chi ruba cibo per un valore irrisorio si applica l’articolo 54 del codice penale e si richiama per ciò lo «stato di necessità».

Ma è il passaggio in cui si annulla senza rinvio la decisione dei giudici di Corte d’appello a creare un precedente. La Corte suprema, infatti, con la sentenza numero 18248 precisa di ribaltare il pronunciamento genovese «perché il fatto non costituisce reato». Massimo Gramellini sulla Stampa commenta così:

Per i giudici supremi il diritto alla sopravvivenza prevale su quello di proprietà. In America sarebbe una bestemmia e anche qui qualche benpensante parlerà di legittimazione dell’esproprio proletario. In realtà la situazione è parecchio cambiata dagli Anni Settanta, quando a saccheggiare impunemente i supermercati in nome del proletariato erano i figli di papà, che infatti prelevavano caviale e champagne. Adesso non si ruba più per inseguire un’idea, ma per riempire lo stomaco. E a compiere gli espropri sono proletari veri. Veri e affamati. Anche in passato esisteva una quota di esclusi: sfortunati e balordi, disoccupati e inoccupabili. Ma grazie al benessere diffuso e a uno Stato materno e spendaccione, la società italiana riusciva a farsene carico. Non si era ancora sfaldata in tante solitudini, tenute a bada sempre più a fatica dalle associazioni di volontariato. La sentenza della Cassazione anticipa il reddito di cittadinanza e ricorda a tutti che in un Paese civile nemmeno il peggiore degli uomini può morire di fame.”

http://www.nextquotidiano.it/roman-ostriakov-rubare-fame-non-reato/

Robot et droit

Robot et droit

du 24 mai au 25 juin 2016 à Paris, France, Europe

  1. 1Présentation
  2. 2Programme
  1. 3Comité organisateur
  2. 4Conditions générales

#UIARobotics

La robotique est l’évolution majeure de notre siècle. Les projets sont là, notamment les voitures intuitives sans chauffeur, mais aussi les drones, ainsi que toutes les formes de cohabitation homme-robot dans les milieux industriels, commerciaux ou dans les espaces privés (robotique de service). Avec l’introduction d’une intelligence artificielle, les robots ont, en effet, des capacités grandissantes qui les amènent aujourd’hui à collaborer avec les hommes.

Mais il faut encore lever de nombreux obstacles juridiques.

L’enjeu pour les fabricants et porteurs de projets c’est de connaître la réglementation applicable à l’acquisition, la production, la mise à disposition et l’éventuelle utilisation d’un robot domestique, de surveillance, de gardiennage, de divertissement ou encore d’assistance à la personne.

Pour faire face à ce défi, il devient urgent d’adapter le cadre juridique si l’on veut que les activités robotiques puissent se développer dans l’intérêt général.

Mais pour que les robots aient une place dans notre système juridique, il faut créer un statut particulier, et peut-être les doter d’une personnalité juridique, la « personne robot » titulaire de droits et obligations, mais aussi d’une identité et d’un patrimoine, à l’instar des personnes morales

C’est la raison pour laquelle l’Union Internationale des Avocats organise les 24 et 25 juin 2016 à Paris un séminaire sur le droit des technologies robotiques.

 

Le programme d’inscription sera disponible prochainement. Pour plus d’information, n’hésitez à nous contacter.

 

Séminaire organisé par l’UIA avec le soutien de Lexis Nexis

 

http://www.uianet.org/fr/evenement/type-46989/robot-et-droit

The Universal Declaration of Human Rights

The Universal Declaration of Human Rights (UDHR) is a milestone document in the history of human rights. Drafted by representatives with different legal and cultural backgrounds from all regions of the world, the Declaration was proclaimed by the United Nations General Assembly in Paris on 10 December 1948 General Assembly resolution 217 A as a common standard of achievements for all peoples and all nations. It sets out, for the first time, fundamental human rights to be universally protected.
http://www.un.org/en/universal-declaration-human-rights/

llustrated Universal Declaration of Human Rights